OASI PIAN DI SPAGNA

OASI PIAN DI SPAGNA

DSCF0752La Riserva naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola è un’area naturale protetta della Lombardia che comprende il lago di Mezzola e la zona tra questo ed il lago di Como, detta Pian di Spagna. La zona è un’area umida molto frequentata dalla fauna migratoria comprendente porzioni di territorio dei comuni di Sorico e Gera Lario nella provincia di Como, Verceia, Novate Mezzola e Dubino nella provincia di Sondrio.
Il Pian di Spagna è una pianura alluvionale, formatasi per l’apporto di materiale detritico da parte del fiume Adda. Migliaia di anni fa il Lago di Como era quindi tutt’uno con il Lago di Mezzola.

Area di interesse internazionale, ove è possibile osservare ambienti acquatici divenuti molto rari a livello alpino. Essa è costituita da ampie estensioni di canneto. La superficie di lago, stagni e canali sono in parte nascoste dalla crescita delle ninfee con le loro foglie a lamina espansa, galleggianti. La maggior parte del Pian di Spagna è interessato da coltivi, soprattutto a mais, erba medica, loietto e prati da sfalcio, intervallati da filari di arbusti fruttiferi e da alberi sparsi come olmi, pioppi, ontani, salici e querce.

fauna1La fauna è formata principalmente da alzavole, folaghe, germani reali e nitticore.(cigno reale, folaga, gallinella d’acqua, ecc.), da anfibi: tritone crestato, rana verde, rospo comune e da rettili: testuggine palustre, biscia dal collare, ramarro.

Di grande interesse anche le testimonianze storiche ed artistiche del luogo. Il Forte di Fuentes e la Chiesetta di San Fedelino ne fanno parte.
san-fedelinoLungo il tracciato dell’antica via Regina sorge il Tempietto di San Fedele, oratorio proto-romanico del sec. X, con affreschi coevi, sorto sul presunto luogo del martirio di S. Fedele, è accessibile a piedi da Samolaco oppure via barca dal Lago di Mezzola.
Il Forte di Fuentes: Tra il 1603 e il 1606, il Conte di Fuentes, governatore spagnolo di Milano, fece costruire una fortezza per la difesa del confine settentrionale del Ducato dai francesi e Grigioni, che all’epoca occupavano Valtellina e Valchiavenna. L’edificio venne abbattuto alla fine del ‘700 ad opera dei napoleonici ed ora sono visibili solo le mura.