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06

nov

Benvenuti al Saligari Hotel

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Benvenuti al Saligari Hotel!   Ci troviamo a Verceia, in una posizione strategica alle porte della Valchiavenna ed a pochi km dal Lago di Como e ...

Opera spettacolare di ingegneria umana tutta da vivere.

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Un tracciato lungo 10km davvero suggestivo, scavato interamente nella roccia. Il Tracciolino è stato costruito negli anni ’30, come collegamento tra due dighe poste in Val Codera e nella Valle dei Ratti. Ad un’altezza costante di 920 metri questo sentiero, che sovrasta il Lago di Novate Mezzola, ci regala scorci impareggiabili e ben 22 gallerie da attraversare. 

Opera spettacolare di ingegneria umana tutta da vivere. L’itinerario classico è un anello con partenza da Novate Mezzola e ritorno a Verceia. Non sono richieste particolari abilità ed il sentiero è praticabile da marzo a novembre. 

Il percorso è lungo 14km e segue l’andamento orografico delle montagne. Iniziando il cammino dopo circa 3,2km ci si imbatte in una ferrovia a scartamento ridotto, sulla quale viaggia un piccolo locomotore elettrico che traina vagoncini adibiti al trasporto di materiali. I panorami offerti spaziano dalle montagne dell’alto Lario al magnifico Lago di Mezzola, color smeraldo.  

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INFORMAZIONI PER TREKKING 

 

Parcheggio della spiagge sul Lago di Mezzola, Campo m207  

(Novate Mezzola; da Milano h1.45 km 110; da Sondrio h1.00 km 45) 

720 metri 

1.30 ore / 4.30 ore 

 

Novate Mezzola m207  >  San Giorgio m748 h 1.15 T  >  Imbocco del Sentiero del Tracciolino m920 h0.20 E  >  Galleria fra Val Codera e Val dei Ratti m920 h0.30 E  >  Casa dei guardiani della diga della Val dei Ratti m920 h0.40 E  >  Verceia m200 h1.30 E 

 

L'itinerario proposto è un anello classico, con partenza da Novate Mezzola e ritorno a Verceia, che porta alla scoperta del tratto più aereo e spettacolare del tracciato. Parcheggiamo dunque nell'ampio e nuovo posteggio, creato ad uso degli avventori della spiaggia sul Lago di Mezzola, subito al di là del ponte sul Codera. Riattraversiamo a piedi il ponte e andiamo a percorrere a piedi la strada che, salendo a lato del letto del Codera, ci porta all'imbocco del sentiero per San Giorgio. 

Imboccato il sentiero, ad ogni passo il paesaggio si fa più interessante. Alzandoci, il Lago di Mezzola si mostra in tutta la sua bellezza, cinto a Sud dalla mole del Legnone e del Legnoncino. Con andamento a tornanti, sempre più accavallati e scavati nella nuda roccia della montagna, il tracciato guadagna presto quota; quando la pendenza finalmente si riduce e il tracciato tende verso Est, capiamo di essere quasi arrivati. Di fatti, superato in leggera discesa un luminoso boschetto, sbuchiamo nei prati verdissimi di San Giorgio. 

Subito colpisce la bellezza della chiesetta e del suo campanile; incredibile la precisione del taglio delle pietre, che rendono affilato e preciso l'aspetto dell'edificio, ma anche quello delle case circostanti. Merita una visita il piccolo ma curatissimo Museo di San Giorgio, che troviamo facendo quattro passi in discesa dalla parte opposta del villaggio. Come per il caso di Codera, anche San Giorgio è un villaggio raggiungibile solo ed esclusivamente a piedi; ciononostante, c'è chi ci vive per buona parte dell'anno. 

Dopo una doverosa sosta in quest'oasi di pace e bellezza, andiamo ad imboccare finalmente il Sentiero del Tracciolino risalendo per una ventina di minuti i prati e i boschi alle spalle del paesino. Può suggestionare la visione di un sentiero tanto pianeggiante in montagna, dove il piano, per definizione, non esiste e non può esistere. Verso sinistra il Tracciolino continua fino all'interno della Val Codera, ma a livello di Codera il tracciato è bloccato da parecchi anni a causa di una frana; si può dunque arrivare solo a Codera deviando su sentiero per Cii. 

Le gallerie non si fanno aspettare: pochi passi, già aerei, ed ecco una prima brevissima galleria, quindi un'altra e un'altra ancora. Una corta, una più lunga, una disegnata con un righello, l'altra curva a mezzaluna, tutte però piacevolmente fresche: abbiamo da passare 30 minuti veramente interessanti e affascinanti! Il percorso, interamente assicurato da un esile parapetto, è alla portata di tutti ed è particolarmente adatto ai bambini (non solo perché quelli che più possono divertirsi, ma anche perché più comodi nel passare nelle basse gallerie). 

Ad un tratto, al termine di una galleria, il sentiero si fa più largo per far spazio ad una ferrovia a scartamento ridotto, che esce da un antro oscuro della montagna per andare ad accompagnarci  lungo l'ultima ma anche più lunga galleria del Tracciolino. Schiacciando un interruttore all'inizio della galleria potremo godere di una flebile illuminazione, mentre le gallerie precedenti erano tutte senza illuminazione: in giornate di bel sole, il riverbero della luce illumina le gallerie a sufficienza; in giornate nuvolose è preferibile invece avere con sé una torcia per vedere di non cascare in una buia pozzanghera. 

Superata quest’ultima galleria, il paesaggio cambia radicalmente: niente più pareti verticali, niente più gallerie, niente più selvagge gole, il paesaggio è ora quello dolce e boscoso della bassa montagna. Ci siamo lasciati alle spalle la Val Codera, ora siamo in Val dei Ratti; il tratto che segue, pur sempre suggestivo e poco faticoso, non regge il confronto alle gallerie di cui abbiamo ancora vivido ricordo. 

Impieghiamo più di mezz'ora per raggiungere la casa dei guardiani della diga della Val dei Ratti. Da qui possiamo decidere di raggiungere la diga (a 5 minuti di cammino, o a 2 minuti di treno) e/o salire al borgo di Frasnedo (m1287, 40 minuti), altrimenti possiamo intraprendere subito la lunga e afosa discesa a Verceia (il sentiero parte poche decine di metri più avanti). 

La discesa a Verceia consta in un piacevole sentiero nel bosco; intercettata una larghissima e brutta strada asfaltata, facciamo attenzione al sentierino che ci permette di tagliare quasi tutti i tornanti della strada. Scesi a Verceia possiamo far ritorno alla macchina percorrendo la bella ciclabile sulle rive del Lago di Mezzola (circa 1,5 km), oppure prendendo un treno per Chiavenna e scendendo alla successiva stazione (Novate Mezzola). 

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INFORMAZIONI PER BIKERS

 

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA 

Dislivello totale salita: mt 400 

Quota massima:  mt 920 

Quota minima: (partenza/arrivo) mt 630 

Km totali:  20 

 

SENSO DI MARCIA 

Girare in senso: l’itinerario prevede percorrenza andata e ritorno su medesima traccia. 

 

TEMPO DI PEDALATA: di puro movimento  3 ore e 45 minuti 

NOTE GENERALI  

Pendenze:  max salita 15%,  max discesa 32%. 

Tratto a  mano: 15 minuti per il tour “turistico”, dall’abbandono della strada sterrata alla partenza del Tracciolino (in costruzione però la continuazione della strada di servizio per cui a tendere tali tempi potrebbero ridursi ancor di più); raggiungere a piedi l’abitato di Codera dalla fine di percorribilità del sentiero a mezzacosta (presente valido ristoro attrezzato) necessita ca 50 minuti per A/R dovendo scendere a piedi nel bosco lungo sentiero per ca una cinquantina di mt di dislivello e risalire per mulattiera 

Salita: la salita su sterrato per la partenza del tracciolino (esclusa la parte a spinta) non presente difficoltà particolari a livello di fondo con pendenza che oscilla tra il 9 ed il 12% con ultimi metri tra il 14 ed il 15% 

Discesa: la discesa dalla partenza del Tracciolino avviene su sentiero nel bosco privo di particolari difficoltà salvo passaggi che richiedono prudenza causa pietre e/o radici (pendenza tra il 16 ed il 22%); segue poi il tratto su sterrato che conduce all’auto, decisamente veloce e dal fondo regolare 

% sterrato: 100% 

RICORDARSI: risulta indispensabile essere muniti di apparecchi di illuminazione in modo da poter orientarsi all’interno delle gallerie; per evitare di portare a mano le bici presso l’abitato di Codera (discesa a mano lungo sentiero boschivo con successiva risalita su mulattiera e viceversa per ritorno) occorre essere muniti per maggior sicurezza di lucchetti e catene. 

NOTE: il giro si presta ad essere integrato con 2 varianti.  La prima variante consiste nel aggiungere del dislivello in salita posizionando il punto di partenza presso l’abitato di Verceia e risalendo verso il Tracciolino attraverso la strada asfaltata (4 km e ca 400 mt di dislivello addizionali, allegata traccia che si ricongiunge all’itinerario principale); la seconda variante permette di risalire la Valcodera fino al Rifugio Brasca dall’abitato di Codera attraverso una sterrata dalle pendenze non accentuate ma dal fondo piuttosto sassoso in specie nella prima parte (ca 1 ora per la sola andata, 7 km e 400 mt di dislivello aggiuntivi, allegata traccia). Attenzione: se si opta per l’itinerario “turistico” occorre acquistare presso negozi in Verceia permesso per risalire su strada asfaltata (altrimenti la giornata può costare una salata multa quasi certa in virtù dei ripetuti controlli che vengono effettuati).

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